Dal blog ‘Libri e Sorrisi’ di Antonella Arietano

Ho iniziato a leggere questo romanzo partendo dal presupposto di non avere tempo, perciò mi sarei limitata alle prime pagine per farmi un’idea dello stile ed eventualmente segnalarlo sul blog. Sono arrivata fino alla fine.

Adriano è un giovane emigrato. Vive a Londra, dove lavora come cameriere in un ristorante giapponese, e ha ormai lasciato chiuso nel cassetto il manoscritto del romanzo iniziato a scrivere qualche anno prima, mentre ancora frequentava la facoltà di Lettere alla Sapienza di Roma. La vita di Adriano è scandita dal lavoro e dai momenti ritagliati per la vita sociale. È durante uno di questi ritagli che incontra Aaron, un giovane affascinante con il quale intreccia una relazione.

Una mattina come tante Adriano si sveglia in ritardo. Corre a prendere la metro per arrivare in centro, ma la sua corsa rallenta di fronte alla vetrina di un bar, all’interno del quale vede una scena che gli riporta alla mente ricordi d’infanzia: una mamma seduta a un tavolino con il suo bambino.
È il primo dei numerosi flashback che si susseguono per tutto il romanzo, permettendoci di ripercorrere la vita di Adriano sin da quando era un bambino che imparava a leggere nella libreria frequentata dalla madre, passando per gli anni da impiegato presso uno studio di architettura, poi il trasferimento a Roma, l’università e l’incontro fatidico con Tiziano, che finirà per dare un’impronta diversa alla sua esistenza.

Adriano compie delle scelte nel corso della sua vita, scelte che lo porteranno, di fatto, a quel giorno in cui viene dipanata la sua storia. Un giorno qualunque, che però si rivelerà decisivo.

Confesso che ad avermi incatenata al libro è stata la descrizione della corsa di Adriano per raggiungere il ristorante dove lavora: l’autore ci fa percorrere con lui la rete viaria londinese, in una rapida successione di luoghi, nomi e immagini tutt’altro che noiosa. Mi sembrava di vedere Londra, il continuo traffico di persone, le strade brulicanti di vita. Dal momento che sono innamorata di questa città, è facile capire come sia stato impossibile per me abbandonare un testo che riusciva a riportarla così bene alla mia mente, in maniera immediata, senza scadere in interminabili descrizioni farcite di dettagli insulsi. Ogni parola usata dall’autore ha una sua ragion d’essere, questa l’impressione che ho avvertito sin dalle prime pagine.

Il punto forte di questo libro sta nella scelta stilistica dello scrittore, che si affida ai flashback per raccontarci il passato del protagonista, inanellando i ricordi agli eventi del presente. Dainotti scrive in maniera piacevole, nient’affatto artefatta, e possiede uno stile godibile e ben strutturato. Alcuni passaggi mi hanno piacevolmente colpita per la poesia di cui sono permeati, senza tuttavia suonare troppo aulici. Le frasi scorrono in modo fluido, senza intoppi, seguendo un ritmo ben tenuto dall’inizio alla fine.
La trama, pur nella sua semplicità, riesce a catturare l’attenzione perché costruita in un modo che la rende viva, palpitante, come fosse un film che scorre nella mente del lettore. La storia racconta eventi che potrebbero capitare a qualsiasi giovane alle prese con la costruzione della propria identità, senza particolari scossoni né colpi di scena, eppure prende bene e non risulta mai noiosa. I personaggi sono ben costruiti, dotati di un discreto spessore psicologico, reso soprattutto attraverso le loro azioni. Il protagonista, in modo particolare, possiede una gamma di pensieri ed emozioni che è piacevole svelare poco per volta. In generale, l’ambientazione è  molto curata, il che favorisce certamente l’immedesimazione da parte del lettore.

Un buon lavoro, che ho scoperto con piacere. Non voglio rivelare nulla, per non rovinarti la lettura, ma sappi che non puoi pensare di arrivare all’ultima pagina come se niente fosse: il destino è dietro l’angolo, in un finale tutt’altro che scontato.

Con un sorriso,
Antonella Arietano