Dal blog ‘I Mondi Fantastici’ di Alessio Del Debbio

Recensione “Un giorno qualunque” di Alessandro Dainotti
Bentornati, amici lettori. Oggi vi parlo di “Un giorno qualunque“, di Alessandro Dainotti, un libro “non fantasy”. Eh sì, come sapete “I mondi fantastici” è un blog dedicato alla letteratura fantastica italiana, e allora che ci fa un libro realistico nel mezzo? Potrei dirvi che mi piace variare, e infatti già in passato ci sono stati articoli sui libri di Mirko Tondi o di Elena Covani, potrei dirvi che ho avuto il piacere di conoscere l’autore, che mi ha parlato del suo libro, e l’editore, che mi ha raccontato di quanto si è emozionata leggendolo, ma la verità è che è un bel libro, uno di quelli che capita poche volte di leggere. Un libro che mi ha fatto (e mi auguro riesca ad avere lo stesso effetto su di voi) emozionare, come poche volte succede. Devo essere onesto. Non amo i libri non di genere, solitamente li trovo dei gran polpettoni, quei classici romanzi non fantasy, non horror, non gialli, non thriller, non storici, non niente, che piacciono tanto alla critica e agli intellettualoidi italiani e che vincono sempre i soliti premi. Ne leggo pochi, perché il più delle volte li abbandono annoiato. Io voglio azione, sangue, sesso e morti, stregoni che si incazzano e distruggono città, creature volanti, miti e magia! Però… però, un giorno qualunque, mi sono imbattuto in questo libro e ho iniziato a girare per Londra (e per Roma) assieme a Adriano, mi sono ritrovato a studiare all’università, speranzoso nel futuro, e convinto di meritarlo davvero, mi sono sentito schifato e abbandonato dallo stato, che ci fa studiare e poi non ci offre prospettive meritocratiche, mi sono sentito sul punto di abbandonare tutto e andarmene in cerca di una vita migliore (che c’è! fuori dall’Italia c’è vita), mi sono innamorato di Tiziano, ho lottato per lui, e alla fine sono rimasto con uno scemo, col libro in mano, a emozionarmi per tutte le avventure vissute da Adriano nel breve arco della sua vita. Ecco, quando un libro ti tocca il cuore credo che abbia raggiunto il suo scopo.Ma partiamo dall’inizio. “Un giorno qualunque” racconta, di fatto, un giorno qualunque della vita di Adriano, uno dei tanti italiani emigrati a Londra. Si sveglia (in ritardo), va a lavoro, organizza la serata e nel frattempo pensa e ricorda. La giornata del presente (divisa in quattro parti: mattino, pomeriggio, sera e notte! Una divisione che non è solo cronologica!) è inframezzata, infatti, dai ricordi della vita di Adriano, da quando era un bambino e amava divorare libri nella libreria vicino casa, a quando è cresciuto ed è andato a vivere a Roma, per studiare all’università, all’incontro con Tiziano, che ha cambiato la sua vita, alla decisione infine di trasferirsi a Londra. Passato e presente si incrociano. Non è forse così per molti di noi? Quante volte incontrando una persona qualsiasi, guardando una vetrina, un manifesto, un giornale, o ascoltando una canzone, ci siamo estraniati, allontanandoci dal presente e rifugiandoci nel passato? Forse perché il passato era migliore, forse perché non ce ne siamo ancora liberati e continua a tormentarci? A ricordarci che no, non siamo completi adesso, che ci manca qualcosa, che non siamo felici. Dubbi, riflessioni, prospettive azzoppate che si susseguono nell’animo di Adriano e, per estensione, anche in noi.
Lo stile è piacevole, la lettura scivola via che è una meraviglia, grazie all’empatia che ci ritroviamo presto a provare per Adriano, la cui vita, in fondo, non è poi così diversa da quella di migliaia di noi. Ha gli stessi nostri dubbi, speranze e sogni, e commette i nostri stessi errori (più o meno!^^).
E poi ci sono i personaggi: Adriano, appunto, il ragazzo qualunque, ultimo sognatore in una terra che pare non sognare più; Tiziano, aspirante sceneggiatore, che conquista il suo cuore, quando ormai Adriano non ci sperava più; Bruno, l’amico che tutti vorremmo, sempre pronto a consolare un cuore infranto e a farci ridere; e ancora Irene, Martin, Margot e molti altri. Persone incontrate da Adriano, persone che gli hanno dato qualcosa. Perché tutti, alla fine, anche chi incrociamo solo una volta nei torrenti impetuosi della vita, ci regalano qualcosa. Noi possiamo solo stare attenti e imparare, apprendere, come una spugna, fare nostra ogni esperienza e vivere la vita al massimo.
Carpe Diem, Adriano. Che valga per tutti noi! 🙂
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